Comune di Sant'Olcese

Il Piano Comunale delle emergenze

Piano comunale delle emergenze Meteo - Idrologiche

 

piano Comunale

di

Emergenza

 

 

 

Gestione delle Emergenze

Meteo – Idrologiche

Schema Operativo

 

 

 

 

 

settembre 2007

 


 

SOMMARIO

 

Premessa

 

Gli scenari idrologici di evento

Scenario idrologico 0:

Scenario idrologico 1:

Scenario idrologico 2:

 

I tipi di Allerta e le azioni

Allerta di tipo 0

Allerta di tipo1

Allerta di tipo 2

 

Azioni della popolazione

 

Sistema Meteo - Idrologico Regionale

 

Interventi  edilizi in aree a rischio di inondazione

 

Link utili per maggiori informazioni

 

 


 

Gestione delle Emergenze

Meteo - Idrologiche

 

 

Premessa

 

            Il territorio del Comune di Sant Olcese in considerazione delle caratteristiche geomorfologiche, idrologiche ed insediative e per le peculiarità meteo - climatiche è stato storicamente interessato da episodi di tipo alluvionale con conseguenti gravi rischi per la popolazione ed ingenti danni a beni pubblici e privati.

 

            L' Amministrazione comunale ha ritenuto pertanto di procedere ad affrontare questi problemi anche con azioni organiche di Protezione Civile, dotandosi del presente Schema Operativo per la Gestione delle Emergenze meteo - idrologiche, quale stralcio della Pianificazione Comunale di Emergenza.

 

            Vengono di seguito descritti gli strumenti e le modalità di attivazione delle Procedure per la gestione di questa tipologia di Emergenza.

 

Sommario

 

 

            Gli scenari cui si fa riferimento sono quelli definiti dalla Regione Liguria - Servizio Protezione Civile ed Emergenze nella "Procedura operativa relativa ad eventi meteo - idrologici estremi per la Regione Liguria - aggiornamento 2004" approvata dalla Giunta Regionale col Provvedimento deliberativo n. 877 del 6 agosto 2004 e trasmessa ai Comuni liguri con nota dell'assessore alla Protezione Civile n.112381/5367 del 2 settembre 2004.

 

            Gli scenari idrologici di evento alluvionale sul territorio regionale risultano essere essenzialmente di tre tipi:

     

Scenario idrologico 0:

Sommario

Allerta di tipo 0

 

·       Eventi meteo-idrologici localizzati ed intensi configurabili generalmente come TEMPORALI in grado di generare ALLAGAMENTI LOCALIZZATI ad opera di piccoli canali, rii e/o fenomeni di rigurgito del sistema di smaltimento delle acque piovane con coinvolgimento delle aree urbane più depresse. Si possono verificare allagamenti e danni ai locali interrati, provvisoria interruzione della viabilità, specie nelle zone più depresse, scorrimento superficiale nelle sedi stradali urbane ed extraurbane ed eventuale innesco di locali smottamenti superficiali dei versanti; OCCASIONALE PERICOLOSITÀ per l'incolumità delle persone e beni.

 

A tale previsione di scenario non segue solitamente alcuna Allerta, data la ridotta estensione areale del fenomeno e la difficile localizzazione, pertanto rientra nella Comunicazione Meteoidrologica.

 

Questo avviene normalmente in occasione di temporali particolarmente intensi.

 

Allo scenario 0 corrisponde un quadro di ordinaria criticità.

 

Scenario idrologico 1:

Sommario

Allerta di tipo1

     

·         Eventi meteo-idrologici in grado di generare oltre a quanto possibile con lo Scenario 0, ALLAGAMENTI DIFFUSI dovuti a ristagno delle acque e/o incapacità di drenaggio da parte della rete fognaria, SCORRIMENTO SUPERFICIALE nelle sedi stradali urbane ed extraurbane ed INNALZAMENTO DEI LIVELLI IDRICI nei corsi d'acqua che possono provocare inondazioni localizzate nelle aree contigue all'alveo e possibilità di innesco di FRANE e SMOTTAMENTI localizzati dei versanti; MODERATA PERICOLOSITÀ per l'incolumità delle persone e beni.

 

Questo avviene normalmente in presenza di piogge anche di moderata intensità e persistenza con associati temporali, oppure in occasione di temporali particolarmente intensi.

 

Allo scenario 1 corrisponde un quadro di moderata criticità di tipo diffuso e localizzato.

 

Scenario idrologico 2:

Sommario

Allerta di tipo 2

 

·       Eventi meteo-idrologici in grado di generare innalzamenti significativi dei livelli idrici negli alvei e tali da provocare FUORIUSCITA DELLE ACQUE, EROSIONI SPONDALI, ROTTURA DEGLI ARGINI, SORMONTO DI PASSERELLE E PONTI, INONDAZIONE DELLE AREE CIRCOSTANTI E DEI CENTRI ABITATI e probabile innesco di FRANE e SMOTTAMENTI dei versanti in maniera DIFFUSA ed ESTESA -  ELEVATA PERICOLOSITÀ per l'incolumità delle persone e beni.

 

Questo avviene normalmente in associazione con fenomeni meteorologici particolarmente intensi e persistenti.

 

Allo scenario 2 corrisponde un quadro di elevata criticità generalmente di tipo diffuso.

 


Sommario

 

 

Allerta di tipo 0

Allerta di tipo1

Allerta di tipo 2

Le azioni della popolazione

           

            Le procedure usuali di emanazione degli allerta fanno riferimento alla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 “Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di Protezione Civile” pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 11 marzo 2004, n. 59.

 

            In tal senso la catena operativa prevede che ad un Messaggio di ALLERTA emesso dalla Regione Liguria verso le Prefetture faccia seguito, da parte delle medesime, una informativa a cascata nei confronti dei Comuni, delle Province, delle Forze dell'Ordine e di altri soggetti pubblici e privati che, da tale informativa, traggono livelli di competenza indirizzati alla attivazione di procedure ed azioni volte alla tutela della pubblica incolumità, al mantenimento dei servizi essenziali e, se del caso, al superamento di uno stato di emergenza.

 

Il livello di comunicazione ufficiale della Prefettura risulta essere quello del FAX o del TELEGRAMMA o altro mezzo idoneo allo scopo di garantire il recepimento delle comunicazioni da parte dei comuni.

 

Come reso obbligatorio dalla Legge Regionale n. 9/2000, a detta comunicazione deve seguire secondo i diversi livelli di competenza l'attivazione delle procedure di salvaguardia o di Protezione Civile.

 

           

Il messaggio di Allerta  diramato dalla Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Genova o direttamente dalla Regione Liguria costituisce l'unico documento ufficiale per l'attivazione delle procedure di Protezione Civile per la gestione dell'emergenza a livello comunale.

           

           

            Agli scenari idrologici sopra descritti corrispondono distinti livelli di allerta (lo scenario idrologico di tipo 1 con l'allerta 1 e lo scenario idrologico di tipo 2 con l'allerta 2) a cui sono correlate specifiche azioni di protezione civile.

 

Sommario

Allerta di tipo 0

Scenario idrogeologico 0

Azioni della popolazione

Allo SCENARIO IDROLOGICO 0 non è associato nessun tipo di Allerta; le azioni da intraprendere da parte delle Amministrazioni Comunali debbono far riferimento esclusivamente ad eventuali provvedimenti da assumere in SEDE LOCALE.

 

 

In tal senso pare opportuno semplificare il rapporto seguente

 

SCENARIO IDROLOGICO PREVISTO Þ  TIPO DI ALLERTA  Þ AZIONI DA INTRAPRENDERE   secondo quanto riferito alle diverse possibilità e quindi associare in maniera diretta

 

    LO SCENARIO IDROLOGICO DI TIPO 1 CON L'ALLERTA 1

e  LO SCENARIO IDROLOGICO DI TIPO 2 CON L'ALLERTA 2.

VIENE DI SEGUITO RIPORTATO IL RAPPORTO ALLERTA  Þ    AZIONI

 

Nel caso in cui lo scenario idrologico 1 o 2 siano previsti per DOPODOMANI data l'incertezza associata alla previsione, viene emesso solo una Messaggio di PREALLERTA per il quale il sindaco, in qualità di autorità comunale di Protezione Civile è tenuto ad assicurare una reperibilità finalizzata in via prioritaria alla ricezione nelle ore successive di ulteriori comunicazioni.

 

 

Sommario

Allerta di tipo1

Scenario idrologico 1

Azioni della popolazione

 

            L'evento meteorologico previsto determina uno scenario idrologico che configura ALLAGAMENTI DIFFUSI in ambito urbano ed extraurbano; configura inoltre un innalzamento dei livelli negli alvei dei torrenti che possono provocare INONDAZIONI LOCALIZZATE nelle aree contigue all'alveo e possibile innesco di FRANE e SMOTTAMENTI LOCALIZZATI dei versanti; MODERATA PERICOLOSITÀ per l'incolumità delle persone e beni.

            Al prefigurarsi di questo scenario idrologico il Sindaco, in qualità di autorità comunale di Protezione Civile:

     

1.             ATTIVA LA STRUTTURA COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE e dove ritenuto necessario, i presidi territoriali di cui alla direttiva del 27 febbraio 2004 art. 3;

2.             DEVE COMUNICARE, in tempo utile alla popolazione, tramite le strutture comunali a disposizione ivi compreso il Volontariato, la necessità di METTERE IN ATTO MISURE DI AUTOPROTEZIONE e assicurarsi che tutti gli abitanti degli stabili siti in aree a rischio di inondazione siano al corrente della situazione;

3.             DEVE CONSIGLIARE L'INTERRUZIONE DI TUTTE LE ATTIVITÀ IN ALVEO e la messa in sicurezza di mezzi e macchinari;

4.             DEVE ASSICURARE UNA REPERIBILITÀ finalizzata in via prioritaria alla ricezione di ulteriori aggiornamenti;

5.             DEVE ASSICURARE LA SORVEGLIANZA ATTRAVERSO IL PRESIDIO TERRITORIALE DELLE ZONE AD ELEVATA PREDISPOSIZIONE AL DISSESTO IDROGEOLOGICO O AD ALTA PERICOLOSITA' IDRAULICA riportate nell'allegata cartografia delle criticità ad uso di protezione civile e sue eventuali integrazioni di dettaglio a cura dei Comuni anche avvalendosi, qualora necessario, del Volontariato dei Corpi dello Stato, di enti pubblici e privati preposti alla bonifica, alla difesa del suolo e del territorio, nonché alla gestione della viabilità stradale e ferroviaria e, se del caso, dell'energia

 

Sommario

Allerta di tipo 2

Scenario idrologico 2

Azioni della popolazione

 

 

            L'evento meteorologico previsto determina uno scenario idrologico che configura innalzamento dei livelli negli alvei dei torrenti in grado di provocare FUORIUSCITA DELLE ACQUE, ROTTURA DEGLI ARGINI, SORMONTO DI PONTI E PASSERELLE ED INONDAZIONE DELLE AREE CIRCOSTANTI E DEI CENTRI ABITATI e probabile innesco di FRANE e SMOTTAMENTI dei versanti in maniera DIFFUSA ed ESTESA; ELEVATA pericolosità per l'incolumità delle persone e beni.

 

            Al prefigurarsi di questo scenario idrologico il Sindaco, in qualità di autorità comunale di Protezione Civile, deve svolgere, tra le attività prioritarie, quanto segue: 

 

1.      ATTIVARE IL CENTRO OPERATIVO COMUNALE E PREDISPORRE LE AZIONI DI PROTEZIONE CIVILE come previsto dalla L.R. n° 9/2000, attivando inoltre i PRESIDI TERRITORIALI come previsto dalla D.P.C.M. 27/02/04 art. 3;

2.      COMUNICARE in tempo utile alla popolazione, tramite le strutture comunali a disposizione ivi compreso il Volontariato, la necessità di METTERE IN ATTO MISURE DI AUTOPROTEZIONE e assicurarsi che tutti gli abitanti degli stabili siti in aree a rischio di inondazione siano al corrente della situazione;

3.      FORNIRE URGENTEMENTE adeguata informazione alla cittadinanza sul GRADO DI ESPOSIZIONE AL RISCHIO desunto dalle mappe di criticità ad uso di Protezione Civile con i mezzi ritenuti più idonei;

4.      ASSICURARE UNA REPERIBILITÀ finalizzata in via prioritaria alla ricezione di ulteriori aggiornamenti meteo e comunicazioni operative;

5.      DISPORRE L'INTERRUZIONE DI TUTTE LE ATTIVITÀ IN ALVEO e la messa in sicurezza di mezzi e macchinari;

6.      ATTIVARE le procedure del PIANO COMUNALE DI EMERGENZA;

7.      ORGANIZZARE I PRESIDI TERRITORIALI per fini di prevenzione, monitoraggio e sorveglianza anche con l'ausilio di sistemi strumentali messi a disposizione da Regione Liguria o eventualmente disponibili in sede locale, PROVVEDENDO ALLA VIGILANZA sull'insorgere di situazioni DI RISCHIO IDROGEOLOGICO ed adottando le necessarie AZIONI DI TUTELA E SALVAGUARDIA della privata e pubblica incolumità compresi gli sgomberi precauzionali su tutte le aree a rischio individuate dalla Cartografia delle Criticità ad Uso di Protezione Civile e sue eventuali integrazioni di dettaglio a cura dei Comuni stessi avvalendosi, qualora necessario, del Volontariato dei Corpi dello Stato, di Enti pubblici e privati preposti alla bonifica, alla difesa del suolo e del territorio, nonché alla gestione della viabilita' stradale e ferroviaria e, se del caso, dell'energia;

8.      ATTIVARE I GRUPPI COMUNALI ED INTERCOMUNALI di Protezione Civile e le ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO;

9.      DARE INFORMATIVA IMMEDIATA AL SETTORE REGIONALE DI PROTEZIONE CIVILE ED EMERGENZE ED ALLE PREFETTURE DI COMPETENZA circa l'instaurarsi di CONDIZIONI DI RISCHIO, ovvero DELLE AZIONI DI PROTEZIONE CIVILE INTRAPRESE utilizzando l'apposita SCHEDA DI TRASMISSIONE DEI DATI DI EMERGENZA ALLUVIONALE E/O IDROGEOLOGICA riportata qui di seguito

 

 

 

 

 

Sommario

 

 

Allerta di tipo 0

Allerta di tipo1

Allerta di tipo 2

La popolazione, informata della dichiarazione dello STATO DI ALLERTA, deve:

 

A.             Per i residenti in aree riconosciute a rischio di inondazione evitare di soggiornare e/o dormire a livelli inondabili

B.            Predisporre paratie a protezione dei locali situati al piano strada, chiudere/bloccare le porte di cantine e seminterrati e salvaguardare i beni mobili collocati in locali allagabili;

C.            Porre al sicuro la propria autovettura in zone non raggiungibili dall'allagamento;

D.            Prestare attenzione alle indicazioni fornite dalle autorità, dalla radio o dalla tv;

E.            Verificare gli aggiornamenti dei pannelli luminosi ove siano disposti;

F.            Consultare il sito regionale del Centro Funzionale della Protezione Civile della Regione Liguria (www.meteoliguria.it -> previsioni -> avvisi) dove è illustrato il livello di Allerta Comune per Comune e la situazione meteo (www.meteoliguria.it/datimeteo.html) in tempo reale;

 

 

            Qualora l'EVENTO SIA IN CORSO, la popolazione deve:

  

A.             Non soggiornare e/o dormire a livelli inondabili;

B.            Non sostare su passerelle e ponti e/o nei pressi di argini di fiumi e torrenti;

C.            Rinunciare a mettere in salvo qualunque bene o materiale e trasferirsi subito in ambiente sicuro;

D.            Staccare l'interruttore della corrente e chiudere la valvola del gas;

E.            Non tentare di raggiungere la propria destinazione, ma cercare riparo presso lo stabile più vicino e sicuro;

F.             Prestare attenzione alle indicazioni fornite dalle Autorità, dalla radio o dalla TV;

G.            Verificare gli aggiornamenti dei pannelli luminosi ove siano disposti;

H.            Prima di abbandonare la zona di sicurezza accertarsi che sia dichiarato ufficialmente il CESSATO ALLERTA;

 

 

Sommario

 

Le previsioni prodotte dal Centro Funzionale Meteo-idrologico di Protezione Civile della Regione Liguria, in ragione dell'applicazione delle più avanzate tecnologie scientifico-operative di comparto attualmente disponibili, si collocano a livelli di affidabilità molto elevati pur in un quadro di possibile o parziale indeterminatezza conseguente alla peculiarità dei parametri di genesi e di comportamento meteo-idrologico determinate dalle specificità del Golfo Ligure e del territorio regionale.

 

In ragione di quanto sopra si ricorda che, proprio per l'affidabilità dimostrata dal Centro Funzionale Meteo-idrologico di Protezione Civile della Regione Liguria nella determinazione dei parametri previsionali, questo è stato dichiarato operativo ed il Settore Protezione Civile ed Emergenza della Regione Liguria è autorizzato dal Dipartimento della Protezione Civile ad operare autonomamente nell’emissione/cessazione degli stati di allerta per quanto riferito al territorio regionale e conseguentemente alla definizione degli elementi utili alla pianificazione delle procedure regionali finalizzate alla mitigazione del rischio alluvionale.

 

Il Centro Funzionale Meteo-idrologico di Protezione Civile della Regione Liguria (C.M.I.R.L. Centro Meteo - Idrologico della Regione Liguria) emette giornalmente bollettini di previsione meteo - idrologica.

 

Presso il Comune di Sant’Olcese il bollettino meteo - idrologico viene ricevuto dal Comando della Polizia Municipale e dal Ufficio Protocollo

 

Dal 1 Ottobre 2004 la Regione Liguria introduce, a seguito della direttiva della P.C.M. del 27 Febbraio, la divisione del territorio in zone di Allertamento che non coincidono con i limiti amministrativi provinciali ma rispettano criteri fisiografici imposti dalla Direttiva.

 

I livelli di moderata ed elevata criticità sono stabiliti in base a criteri probabilistici di superamento di soglie statistiche dei livelli idrometrici, previsti dalla catena modellistica meteo-idrologica per ciascuna area di Allertamento e sono suddivisi per categoria di bacino. Le misure idrometriche in tempo reale consentono prevalentemente la validazione dei modelli previsionali e sono di ausilio alle attività di nowcasting nella fase di sorveglianza.

 

Permane la vigente classificazione della Regione Liguria in categorie idrologiche dei Comuni sulla base delle tipologie di bacino idrografico presenti nel territorio comunale stesso.

 

I livelli di criticità idrologica emessi dal Centro Funzionale Meteo-idrologico di Protezione Civile della Regione Liguria sono di ordinaria criticità, moderata criticità ed elevata criticità e corrispondono al superamento di soglie pluviometriche previste e/o strumentalmente osservate e soglie idrometriche previste per ciascuna area di Allertamento.

 

Per quanto riguarda il rischio idraulico, dato che i corsi d'acqua liguri sottendono bacini idrografici quasi sempre inferiori ai 400 kmq, per cui la prevedibilità può avvenire solo in base alle previsioni meteoidrologiche ed in senso statistico, il sistema di previsione del Centro Funzionale Meteo-idrologico di Protezione Civile della Regione Liguria si basa su di una catena modellistica che, a partire dalle previsioni meteorologiche e dai dati misurati simula il comportamento dei bacini idrografici in base alle caratteristiche morfologiche degli stessi. La catena previsionale identifica le situazioni di criticità per ogni zona di Allertamento in base alla probabilità di superamento di determinate soglie di portata individuate su basi statistiche per ciascuna categoria di bacini.

 

Il rischio idrogeologico, in ragione dei livelli di moderata ed elevata criticità è stabilito in modo speditivo dal Settore Protezione Civile ed Emergenza in base a soglie pluviometriche previste e/o strumentali e in base al "numero di aree a rischio elevato e molto elevato per unità di superficie presenti" in ciascuna zona di Allertamento e all'estensione di territorio da queste coinvolto relativamente all'estensione della zona d'Allerta stessa (Direttiva PCM 27/02/04 art.5).

 

I livelli di criticità vengono quindi distinti in base al carattere di estensione areale del fenomeno stesso in due: il livello di tipo localizzato (eventi che interessano piccole porzioni di territorio e/o brevi intervalli temporali paragonabili con i tempi di corrivazione dei piccoli bacini) e il livello di tipo diffuso (eventi che interessano ampie zone di territorio e generalmente hanno durate maggiori, paragonabili con i tempi di corrivazione dei bacini idrografici di estensione maggiore).

 

Per permettere all'Autorità comunale di Protezione Civile (SINDACO) di intraprendere le azioni conseguenti al tipo di ALLERTA emanato dalla Regione Liguria per la Categoria Idrologica e zona di Allertamento attribuita al comune.

                       

Ad ogni Comune è stata quindi assegnata una CATEGORIA IDROLOGICA definita nel modo seguente:

 

I CATEGORIA: Comuni che presentano all'interno del loro territorio esclusivamente piccoli rii, con bacini idrografici al di sotto dei 10 kmq (cioè bacini di classe idrologica A) e reti fognarie;

 

II CATEGORIA: Comuni che presentano all'interno del loro territorio aste di torrenti che drenano aree comprese tra i 10 e i 150 kmq (cioè bacini di classe idrologica B), oltre ovviamente a piccoli rii e reti fognarie;

 

III CATEGORIA: Comuni che presentano all'interno del loro territorio aste di torrenti che drenano aree superiori ai 150 kmq (cioè bacini di classe idrologica C) oltre ovviamente aree appartenenti alle ALTRE classi idrologiche.

 

In questo modo il messaggio di Allerta della Protezione Civile è diversificato per zona di Allertamento e per Categoria Idrologica comunale.

 

Si ricorda inoltre che tutti i comuni della Regione Liguria devono tenere conto di quelle zone di criticità idraulica dovute a reti idrografiche minori, canali irrigui, reti di smaltimento delle acque piovane e reti fognarie, che interferendo con elementi antropici sensibili o ambiti urbani possono in caso di temporali, ovvero piogge di notevole intensità seppure di breve durata, generare situazioni di pericolo.

 

Per tali zone, a fronte della difficile prevedibilità della localizzazione spazio-temporale e l'intensità dei fenomeni temporaleschi, si raccomanda di applicare misure preventive anche di tipo formativo ed informativo allo scopo di rendere quanto più efficaci le norme di autoprotezione che la popolazione possa mettere in atto al presentarsi di previste condizioni di instabilità atmosferica.

 

La Regione Liguria introduce inoltre la divisione del territorio in zone di Allertamento che, a differenza dei limiti amministrativi provinciali, rispettano sia gli ambiti territoriali di bacino idrografico che criteri di congruenza meteorologica, ovvero individuano comprensori di bacini idrografici meteorologicamente simili per quanto concerne la genesi dei fenomeni pluviometricamente intensi che avvengono con maggiore frequenza.

 

La suddivisione per Aree di Allertamento del Territorio Ligure condivise con il Dipartimento di Protezione Civile Nazionale come previsto dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 Febbraio 2004, viene qui sotto riportata.

 

 

 

Sant’Olcese rientra nella II a Categoria Idrologica e nella zona di allertamento “Bacini Marittimi di Centro”(zona B)

 

 

Il livello previsionale meteorologico, pur basandosi su tecnologia scientifica operativa avanzata ed appositamente tarata per il territorio ligure, non consente in alcuni casi, il dettaglio di scala spazio-temporale che sarebbe necessario per definire con certezza gli effetti a terra per i bacini relativamente piccoli tipici della morfologia ligure infatti la previsione della collocazione spaziale e temporale di FENOMENI MOLTO LOCALIZZATI come temporali isolati, trombe d'aria o grandinate, risulta alquanto incerta.

 

Tali fenomeni infatti coinvolgono processi che si generano e si sviluppano su una scala spazio-temporale non risolta dalla modellistica attualmente in uso. Risulta invece possibile l'identificazione di situazioni atmosferiche favorevoli allo sviluppo di tali fenomeni.

 

 A questo proposito anche la Direttiva del 27 Febbraio 2004 ricorda all'art. 5 i limiti previsionali per gli eventi pluviometrici intensi di breve durata che riguardano porzioni di territorio limitate a poche decine di chilometri quadrati.

 

Pertanto tali fenomeni NON SONO INSERITI all'interno DEL QUADRO DELLE FENOMENOLOGIE IN GRADO DI INGENERARE L'EMISSIONE DI ALLERTA METEO da parte della Regione Liguria. Tuttavia, qualora si ritenga altamente probabile il manifestarsi di questo tipo di fenomeni, caratterizzati da particolare intensità e da conseguenti possibili criticità al suolo, è prevista comunicazione mediante messaggio di COMUNICAZIONE METEOIDROLOGICA.

 

 

 

Sommario

 

 

Il territorio del Comune di Sant’Olcese comprende aree ricadenti nel bacino del Torrente Polcevera e nel bacino del Torrente Bisagno. Attualmente non sono individuate aree a rischio di allagamento nella porzione ricadente nel bacino idrografico del Torrente Bisagno.

Pertanto la normativa a cui fare riferimento è, nella generalità dei casi, quella discendente dal Piano di Bacino del Torrente Polcevera.

Gli interventi che ricadono in aree a rischio di inondazione individuate dal medesimo Piano di Bacino del Torrente Polcevera, approvato con Delibera di Consiglio Provinciale n. 14 del 02/04/2003 e con Delibera del Consiglio Provinciale n. 38 del 30/09/2004 e successive modifiche (ultima Delibera della Giunta Provinciale n. 130 del 10/04/2007) sono soggetti alle “Norme di Attuazione” del Piano di Bacino stesso.

In particolare per le valutazioni di competenza sono da ricordare gli articoli :

 

·     Art. 22 Norme relative alle fasce fluviali (AIN);

·     Art. 31 Indirizzi in materia di protezione civile

 

Che forniscono specifiche restrizioni e comportamenti da imporre nei confronti di coloro i quali realizzano insediamenti in aree esposte a rischio.

 

            In generale ove l’intervento edilizio sia compatibile è opportuno che venga valutata in base alla situazione puntuale che l’intervento determina, l’eventualità di predisporre azioni essenzialmente finalizzate a fornire preventiva informazione agli utilizzatori, favorendo la consapevolezza sui rischi presenti nella zona e sui comportamenti da porre in atto in caso di emergenza.

In casi particolari, ad esempio nel caso che gli interventi edilizi siano finalizzati alla creazione di spazi ed attività che comportino l'affluenza e la permanenza di molte persone (grandi attività commerciali, locali adibiti a ritrovo e spettacolo, impianti sportivi, parcheggi pubblici, ecc.), oltre all'informazione a carattere preventivo, andranno previsti sistemi di ricezione e diffusione di eventuali comunicazioni d'emergenza e le conseguenti procedure da attuare per mitigare l’esposizione al rischio dei fruitori dell’area.

I suddetti Piani Interni di Emergenza, andranno previsti anche per interventi edilizi la cui destinazione è la residenza, la creazione di piccole attività commerciali/artigianali, parcheggi e box privati.

Il Piano Interno di Emergenza dovrà essere sottoposto al parere della competente struttura comunale preventivamente al rilascio del provvedimento abilitativo alla realizzazione dell'intervento medesimo o, in casi particolari, nei tempi indicati nelle condizioni inserite nel provvedimento stesso.

 

 

Sommario

 

 

sito regione liguria

sito regione liguria meteo

sito regione liguria protezione civile

sito regione liguria cartografia